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giovedì, luglio 27, 2006

Ci sono ... (1 parte)

Ci sono, con non so quale esatto atteggiamento mi stò per imbarcare in un'esperienza poco chiara e a dirla tutta questa che stò scrivendo non è nemmeno la prefazione che volevo pubblicare, ma la mia poca dimestichezza con questo blog, l'ha fatta sparire, non è facile iniziare qualcosa, non è facile misurare il proprio coinvolgimento in un lavoro, e non è nemmeno credibile essere realmente coscienti di dove possa portare un progetto.

Un lavoro è come un viaggio e molto spesso è il primo passo il più duro e difficile, forse perché si teme di uscire dalle proprie sicurezze, oppure semplicemente l'ignoto pur essendo affascinate può essere anche troppo imprevedibile perché valga la pena cimentarvisi, quello che mi fa venire in mente questa mia personale situazione è lo sguardo indeciso e timido di una giovane donna che si denuda per la prima volta difronte ad un uomo e scopre che non solo è una sensazione diversa da come se l'era immaginata ma in più non riuscirà mai più a vedere le cose nella stessa prospettiva, il capire la malizia di alcuni gesti, il sentirsi desiderate l'appagamento nello sguardo di lui, tutte queste e altre emozioni che dovebbero essere totalmente aliene a una pagina telematica ma che in realtà sono simili nel loro retaggio più primordiale e cioè lo scoprirsi, l'emanciparsi e il mettersi in discussione ...

Il viaggio è un impulso che molti sopprimono e altri invece esaltano, c'è da pensarlo come a un'atto sociale e forse più antico della razza umana, il bisogno di allontanarsi dalle proprie sicurezze, abitudini, amicizie solo per tuffarsi nella novità a dove possa portare nel bene e nel male solo che non è ancora tornato a casa può sapere cosa si prova in un viaggio.
Perché una volta ritornati, tutto è ormai un ricordo e i ricordi spesso non sono come la realtà.

...

Nel tentare di ricostruire le ore più liete della mia vita mi farò carico di una responsabilità che forse, nel bene e nel male non sono sicuro di poter gestire, adesso che tutto stà per finire, questo tutto comincia a diventare opaco e fragile come uno di quei piccoli pupazzetti di cristallo che regalavo a Elena.

Mio dio Elena perché non sono rimasto con te, ora sò che mi sarebbe bastato così poco per averti ancora vicino, sarei dovuto solo non essere me stesso qualcuno che credevi che io fossi e che invece non ho mai nemmeno cercato di essere.


Nel mezzo di una piccola secca radura erbosa, circondata da bassi alberi chiomati che si facevano sfrondare a tratti da un poderoso vento, si trovava un uomo con addosso una t-shirt verde militare stracciata e dei pantaloni di jeans lunghi logorati dal troppo uso, stava disteso sul prato e respirava a fatica come se avesse corso per chissà quanto tempo. Fissava stordito in direzione di un sole rosso e gigantesco alto nel cielo, teneva gli occhi a fessura increspando il suo volto che non rasava da circa una settimana e che gli dava l'aspetto di un cinquantenne, egli tentava di scorgere qualche nuvola richiamando alla memoria i tempi in cui da bambino si immaginava cavalli bianchi correre e saltare muri di enormi castelli, cavalieri alati che affrontavano mostri di ogni risma e razzi spaziali che avrebbero sfrecciavano verso pianeti misteriosi e avventurosi.
Ma quelli erano altri tempi ora nell'istante stesso che i suoi stanchi occhi doloranti gli imposero di distogliere lo sguardo senti il vento cessare e la sua respirazione diminuire di intensità e nell'attimo successivo pensò risoluto e sereno :"Speriamo che stavolta sia la volta buona !"
Purtroppo la sua forza vitale era ancora molta e dopo un piccolo mancamento si ridestò semplicemente stordito dalla seta e dalla fame, era buio, doveva aver dormito per quasi l'intero pomeriggio.
Non sentiva altro che quei maledetti grilli e il loro incessante frastuono, nella zona ce n'erano così tanti che coprivano qualsiasi altro piccolo rumore, dai passi di un'uomo ai legnetti secchi che si rompevano sotto i piedi se si proseguiva nel profondo della foresta, probabilmente se non fosse che Andrea non parlava con qualcuno da anni ormai forse avrebbe ritenuto di essere diventato anche un po' sordo.
"Cambierò zona oppure semplicemente abbandonerò la serra di coda e mi concentrerò sulle solite riparazioni"


.... continua ....

posted by Ashnavarre at 4:45 PM 0 comments

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